Ad agosto partirò, lascerò l'Italia ed andrò a vivere 10 mesi nella grande America.
Ma partiamo dall'inizio..
Torniamo indietro di qualche bel mese, siamo a metà ottobre 2011.
Mamma e papà non fanno che discutere, in campo amoroso un vero schifo, è passato un solo mese dall'inizio della scuola e già non ne posso più. Vorrei tanto fare le valigie e salire sul primo treno, non importa dove sia diretto, basta sia molto lontano da qui. Questi momenti "fuck everything and goodbye" ogni tanto mi capitano, anzi ultimamente fin troppo spesso vorrei mollare tutto ed andarmene. Ma ora è arrivato il mio momento, posso realmente premere il tasto stop a questa monotona vita italiana..
Era un lunedì pomeriggio quando a scuola sono venute due ragazze di intercultura a presentarci l'associazione e ad illustrarci tutte le varie destinazioni. Io, Giulia (amica d'infanzia) e Silvia (la conosco dalle elementari) abbiamo continuato a fare domande. A tutte e tre piace tantissimo l'idea di viaggiare, scoprire nuovi luoghi e conoscere nuove persone, nuove lingue.
Ne ho parlato con papà e sembra d'accordo sulla mia idea di voler partire 10 mesi, dice che mi aiuterà a maturare e che è un'esperienza da fare assolutamente. Invece mamma non è molto convinta, ma mi ha dato l'autorizzazione. Fantastico, fantastico, fantastico! Potrò finalmente mettere piede fuori da quest'Italia.
Ho la testa piena di pensieri, mi sto facendo di quei viaggi mentali incredibili. Sono contenta, contentissima. Bè come prima scelta metterò sicuramente Stati Uniti (sogno una classica vita da film), poi metterò Canada e Svezia. Ma io sogno gli Statesssss!
Mi sono informata bene, fare 10 mesi lontano da qui ha un costo elevatissimo. Non me la sento di chiedere una simile cifra ai miei genitori. Ho letto che la provincia mette a disposizione 6 borse di studio, 2 per gli Stati Uniti e 4 per gli altri paesi. Questa borsa di studio comprende tutto. Dovrei partecipare ad un concorso, chissà magari la vinco e me ne vado da qui. Ma anzi, che dico, chi voglio prendere in giro.. E' impossibile, ci proveranno in tantissimi e sicuramente una non la verranno a dare a me, nemmeno ci provo.
Sogno da vita statunitense fallito.
Qualche settimana dopo..
Papà mi ha spinta a provarci, dice che ce la farò. Ma so che sono le classiche parole per consolare i figli. Mi sono appena iscritta al concorso, alla fine provare non mi costa nulla. Anche se io in queste cose non sono mai stata fortunata, non ho mai vinto nulla, se non un pesciolino rosso alle giostre (era un premio di consolazione). Questa volta voglio sperare in un briciolo di fortuna, voglio però cercare di non metterci troppo il pensiero e farmi false illusioni.
Ah, si è iscritta anche Giulia. Sarebbe un sogno partire insieme. Sono 13 anni (dai tempi dell'asilo) che ogni cosa la svolgiamo l'una al fianco dell'altra e se solo potessimo vivere anche quest'esperienza passo per passo insieme, sarebbe bellissimo!
Ci è arrivata un'email. Siamo convocate a Trento per svolgere un primo test per verificare se siamo idonee o meno ad una simile esperienza. Ho letto su internet che è una sciocchezza, vabbè vedremo.
Il test a primo impatto mi è sembrato banale, nel senso.. Mi ero costruita aspettative assai più complesse. Ci hanno fatto disegnare 2 alberi, la mia famiglia, una persona e abbiamo dovuto svolgere un test a crocette su noi stessi. Poi ci hanno dato un fascicolo da compilare a casa, dobbiamo consegnarlo tra due settimane. E' lunghissimo, sono tantissime pagine ed è tutto in inglese. Mi chiede anche una lettera di presentazione ed una lettera scritta dai miei genitori in cui siano loro a presentarmi, sempre in inglese chiaramente. Spero solo di non fare tutto questo lavoro per niente.
Bene, benone, benisssssimo!
Io e Giulia siamo risultate idonee. Una seconda email ce l'ha comunicato, siamo state convocate per un colloquio individuale. Tutte e due una domenica mattina.
Il colloquio è finito, ma ho ancora ansia e agitazione a farmi compagnia. Sembra essere andato bene, sono stata me stessa. Sono entrata subito dopo Giulia. Mi hanno fatto alcune domande sulla mia famiglia, le mie amiche e per rompere il ghiaccio anche domande sciocche come "una cosa che ti porterai dietro?" ed io colta di sorpresa ho detto "lo spazzolino". Io ho dato il massimo, vedremo.
Un ragazzo e una ragazza di intercultura sono appena stati qui, a casa mia, per svolgere la cosiddetta "visita in famiglia". Qualche giorno fa mi avevano chiamata avvertendomi che prossimamente sarebbero passati. Sono rimasti qui per un'oretta, abbiamo parlato molto coinvolgendo anche i miei genitori e mio fratello Mattia (13 anni). Lui ha detto che non gli mancherò, ma se solo potesse esistere pinocchio, sarebbe lui.
E' già trascorso un mese, siamo ai primi di dicembre e non so ancora nulla.
Giulia non è stata presa, di me ancora non si sa niente. Mi dispiace un sacco per lei e se per caso, per qualche strano caso, dovessi vincere quella borsa di studio non saprei nemmeno come dirglielo. Il 16 dicembre ho lo slep test e andrò da sola, continuerò sola il mio cammino.. Ma chiaramente Giulia sarà sempre con me e come del resto anche le altre mie quattro care migliori amiche (Silvia, Benedetta, Alice e Julia), le penserò tantissimo se dovessi partire e mi mancheranno da morire.
Lo slep test serve a verificare il livello d'inglese, se non sarà sufficiente non andrò in America. Ho fatto qualche simulazione, mah.. La vedo dura.
Slep test svolto, ora devo solo attendere.
Ennesima email di intercultura, urlo isterico a quel:
"E' con piacere che ci congratuliamo con Lei per essere risultata destinataria di una borsa di studio annuale all'estero, con destinazione USA, per l'a.s. 2012/2013."
Ce l'ho fatta, ce l'ho fattaaaaa. Borsa di studio vinta! Non ci credo, non ci credo, non ci credo. Eravamo in tantissimi ed una delle due è mia. Non potevo ricevere miglior regalo per natale. Ho già chiamato, amiche, nonni e zii. Andrò negli Stati Uniti, 10 mesi. Ho superato tutti i test, anche quel maledetto test d'inglese. Partirò, ad agosto partirò. Non vedo l'ora!
Tra circa 8 mesi toccherò il suolo americano.
E' arrivata una gran bella busta, mittente?! Intercultura.
Sono al settimo cielo, mi hanno spedito l'iscrizione ufficiale al programma e l'elenco delle varie attività (una più bella dell'altra). Sono sempre più vicina alla mia cara America.
Mancano circa sei mesi e mezzo!
Siamo al 22 aprile, è domenica sera. Ho appena svolto un'intera giornata a Trento per il primo orientation di intercultura. Ci hanno fatto fare attività strane, ma divertenti, per esempio ci hanno fatto fare amicizia con un limone. Ho conosciuto tanti nuovi ragazzi e ragazze, tra cui Emy, Chiara, Vanessa. In pausa pranzo ho parlato con loro ed Elena (lei la conosco già da due mesetti). Provano le mie stesse sensazioni, stesse paure e timori. Sia Vanessa che Elena andranno 10 mesi negli States. Speriamo di partire assieme.
Oggi, 2 maggio.
Ho deciso di iniziare a scriver un blog innanzitutto per me stessa, per appuntare ogni mia singola emozione e per non dimenticarmi mai di ogni momento vissuto (bello o brutto che sia, voglio ricordare tutto). Poi un blog è utilissimo per i miei familiari, amici e per chiunque voglia seguirmi quando sarò via. Almeno evito di scrivere 943 volte le stesse cose a tutti.
Venerdì ho il secondo orientation, vi aggiornerò su quali altre attività folli ci hanno fatto svolgere. Ancora 3 mesi e mezzo e sarò lontano da qui. Manca così poco, inizia a salirmi paura e ansia effettivamente. Del luogo in cui andrò a finire ancora nulla, sto attendendo che la mia famiglia ospitante mi aggiunga su facebook.. Sono curiosa, voglio assolutamente sapere come sarà la mia host mum, chissà se avrò fratelli e sorelle.
Nel frattempo, voglio trascorrere al meglio questi ultimi mesi qui. Voglio chiudere la mia terza superiore con degli ottimi voti, quest'anno ho gli esami e spero di passare con almeno 80. Poi voglio soprattutto godermi al massimo mamma e papà, Mattia, le mie amatissime migliori amiche e la mia cara 3C, tra cui le mie fantastiche compagne di studio, che posso ormai definire amiche (Sara, Allegra, Evelin e Laura).
Prometto di non fare mai più post così lunghi. Sono consapevole di quanto siano pallosi, ma un minimo di introduzione ci voleva!
Direi che ora siete catapultati nella mia vita, siete pronti a viaggiare con me.
Al prossimo aggiornamento.
Vi abbraccio, Jessica Gostner.